Vent’anni dopo Dayton, la drammatica situazione dei randagi in Bosnia. Il docufilm dell’Enpa con Massimo Wertmuller e musiche degli Yo Yo Mundi

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Venti anni fa, con la firma a Parigi dell’accordo raggiunto a Dayton, finiva la guerra nella ex Jugoslavia. Ma c’è una guerra che, in Bosnia Erzegovina, non è ancora finita: quella dichiarata da certi uomini nei confronti degli animali. I cani randagi, in particolare, continuano ad essere soppressi. Nel canile di Kurevo, di proprietà della Municipalità di Prijedor, ad esempio, dal 2009 sono stati uccisi 5.400 cani, oltre 800 solo nel 2015.

La condizione dei randagi in Bosnia è raccontata in un docufilm prodotto dall’Ente Nazionale Protezione Animali uscito oggi. Il film, realizzato da Michele Gualano con l’amichevole partecipazione di Massimo Wertmuller e con le musiche degli Yo Yo Mundi, è un reportage sulla missione di supporto che Enpa ha fatto proprio a Prijedor e a Banja Luka lo scorso novembre. In quella occasione, l’Enpa ha portato due tonnellate di aiuti alle associazioni Prijedor Emergency e Sapa u srcu – Zampa nel cuore, tra le più attive nel territorio bosniaco: finora hanno salvato da morte certa e affidato migliaia di animali, molti dei quali in Italia.

Eppure in Bosnia è in vigore una legge per la protezione degli animali quasi in linea con gli standard comunitari; una legge che però non viene applicata e che la Bosnia dovrà applicare concretamente in vista della sua imminente richiesta di adesione all’Unione Europea.

La missione di novembre dell’Enpa ha avuto il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo.

“L’interesse di Enpa per la Bosnia, per i problemi degli animali, per le condizioni in cui operano i volontari – ha dichiarato Carla Rocchi, Presidente Nazionale dell’Enpa – nasce nel 2013, anno in cui siamo stati raggiunti da un appello e come sempre abbiamo risposto. Se pure in Italia ci sono situazioni difficili, quelle degli altri Paesi sono sicuramente peggiori. In Bosnia, in particolare, la situazione è complessa. Ci sono state nostre missioni che progressivamente hanno cercato di rincuorare i volontari, di portare aiuti concreti, di salvare gli animali e anche di aprire uno spazio con le istituzioni, senza il quale il lavoro non dà frutti. Questo spazio – ha concluso Rocchi – è stato recentemente allargato nel corso dell’ultima missione di novembre 2015”.

“Ina e gli altri” è distribuito sul sito istituzionale di Enpa (www.enpa.it) e sul sito dedicato al docufilm (https://inaeglialtri.wordpress.com/), che tra l’altro contiene materiale documentale, fotografico e altri video che descrivono la situazione degli animali in Bosnia Erzegovina. –

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